Crescita personale

Cos’è il biohacking e perché può migliorare la tua vita

E se ti dicessero che puoi cambiare, determinate tue predisposizione fisiche e biologiche, tramite l'hackeraggio del tuo corpo? Sembra fantascienza, e invece si può davvero. Scopriamo cos'è il biohacking e perché può migliorare la tua vita.

Quante volte abbiamo sentito parlare, soprattutto nei film, di creare l’uomo perfetto? Chiaramente siamo ancora lontani da questo, ma la scienza oggi ci fornisce un grande aiuto per migliorare determinate caratteristiche. Quali? Riflessi, velocità, concentrazione, per esempio. In fondo il biohacking è un po’ quello di cui abbiamo già parlato a proposito di come essere più produttivi, è un insieme di tecniche atte a migliorare noi stessi. Ma cos’è davvero il biohacking e perchè può migliorare la tua vita?

Si tratta di sentirsi meglio, più performanti e meno deboli; non può guarire disturbi già in atto, ma magari può prevenirne degli altri. Vediamo di capirci qualcosa in più.

Cos’è il biohacking

Il biohacking è un insieme di possibili azioni atte a correggere o a migliorare un certo disturbo. L’approccio da utilizzare è di tipo sistemico, con l’utilizzo combinato di tecnologia e intervento umano. Non si tratta di provare cose a casaccio, ma di tentare azioni selettive e di registrarne i risultati.

Facciamo l’esempio riguardo l’aumento di produttività: tra tutte le possibili soluzioni proposte, una sarà sicuramente giusta per il soggetto in questione. L’unico compito che egli ha è quello di provarle tutte e capire quale stratagemma aumenta la sua produttività.

Diciamo che l’attività di biohacking unisce il sapere di un biologo a quello di un hacker, intervenendo quindi sulla biologia con l’ausilio della tecnologia.

A cosa serve il biohacking? Perché può migliorare la tua vita?

Potenzialmente a tutto. Pensiamo a chi soffre d’insonnia: il cervello umano, è da millenni abituato a reagire a determinati stimoli fisici che condizionano le abitudini di ognuno di noi. Pensiamo al passaggio notte-giorno, che ci porta a svegliarci in reazione alla comparsa di un differente spettro luminoso. In futuro, potrebbe tornare utile avere la tecnologia giusta per consolidare questo dualismo. Insomma la tecnologia per permettere alle specie di sopravvivere.

Il biohacking nasce per controllare e superare determinate sfide che aspettano il genere umano. Avete presente le tecniche per controllare il ritmo del sonno? Ecco, anche quello è biohacking. E ancora: gli smartwatch? Tecnologia indossabile, una delle branche di sviluppo del biohacking.

Un altro esempio? È di Amal Graafstra l’idea di microchip, dette tag NFC, da impiantare sotto pelle tra il pollice e l’indice. Ai complottisti sicuramente non piacerà, ma sulla tag si possono salvare password, codici di serrature, numeri di carta, ecc… Un vero e proprio archivio virtuale nella mano. A chi potrebbe essere utile? Non solo agli sbadati, ma anche ai disabili. Quella si che sarebbe una barriera finalmente abbattuta.

Un’altra invenzione del sig. Graafstra riguarda i grilletti delle pistole con memoria tattile. Niente male vero? Una personalizzazione che previene molti errori.

Come funziona il biohacking

Se parliamo di interventi completamente esterni, il biohacking può essere anche una buona dieta. Quando correggiamo l’alimentazione, lo facciamo per evitare che una errata ci faccia del male. Il corpo se ne accorge, e risponde positivamente sotto tutti i punti di vista, anche quello molecolare.

Pensiamo un attimo alle variazioni genetiche che ci contraddistinguono come individui: ognuno di noi ha un corredo diverso. Eredita determinati fattori di rischio, per esempio l’ipertensione: se individuata però, questa può essere tenuta sotto controllo, creando nelle cellule le condizioni giuste affinchè essa si complichi il più tardi possibile.

Individuare certe problematiche permette di creare le condizioni per far si che si possa tenerle sotto controllo. Studiarle, e applicare il metodo sistemico, consente di individuare le condizioni di vita migliori per il soggetto.

Biohacking: perfetto connubio tra essere umano e tecnologia

L’ausilio della tecnologia nel biohacking è fondamentale. È l’evoluzione della materia stessa, è l’approccio che dovremo attuare in futuro in risposta alla maggior parte degli stimoli esterni.

Fino ad oggi, gli scienziati si sono spinti fino alla già citata tag NFC, e ai più benvoluti gadget indossabili. Diciamo che la popolazione è ancora poco preparata ai microchip sotto pelle, ma sui gadget c’è stato un vero e proprio boom.

E pensare che 10 anni fa ci stavamo domandando se la carta stampata sarebbe sparita, e non è andata così. Ci sono voluti anni per adattare il nostro stile di vita al web, ma ora lo usiamo per tantissime cose. E nel frattempo, nelle nostre vite sono arrivati gli smartwatch: comodi, pratici, aggiornabili. Ci misurano il battito cardiaco, contengono informazioni pratiche da telefono, misurano l’attività fisica giornaliera.

Il futuro? Sicuramente arriveremo a gestire da orologio o da altri dispositivi qualunque tipo di informazione personale. E chissà che magari un giorno, tutto questo non si potrà fare con il solo uso di un dito. Abbiamo visto cos’è il biohacking e come può migliorare la tua vita, ma c’è un altro aspetto da tenere in considerazione: la naturale biologia umana.

Biohacking quotidiano che può davvero migliorare la tua vita

Sai cos’è la Vitamina D? È una vitamina fondamentale che aiuta l’assorbimento di calcio nelle ossa. Purtroppo si può esserne carenti, soprattutto in condizioni di problemi alimentari. Come risolvere? A fare da biohacker in questo caso è proprio la natura. Bastano infatti, 15 minuti di esposizione alla luce solare per ricaricarsi di Vitamina D; un modo semplice che viene fornito dalla natura stessa.

Un altro esempio è la meditazione: esiste un tipo di respirazione yoga adatto a controllare le vampate in menopausa. Come? Nella classica posizione della meditazione, bisogna chiudere gli occhi e inspirare ed espirare con la bocca socchiusa e la lingua arricciata. Questo attiva la produzione di goccioline umide che riequilibrano la sudorazione e la tensione stessa.

Ma la pratica più importante di tutte, secondo noi, è il contatto con la natura.

Quando ci troviamo in un contesto vivo, ma non caotico come la città, riacquistiamo serenità e pace. La natura è un soggetto in movimento, comunica lo scorrere del tempo senza disturbare il nostro. Riconquistare questi spazi verdi è uno dei temi che sono cari alla bio edilizia. Sempre più aree residenziali vengono progettate con spazi verdi adeguati integrati. Si pensi ai giardini verticali, o alle altre soluzioni “naturali” che garantiscono, per esempio, il ricambio di ossigeno sulla porta di casa.

Abbiamo analizzato in pieno cos’è il biohacking e come può migliorare la vita, e come abbiamo visto è il futuro della razza umana. Per farla breve prevenire è sempre meglio che curare, e forse è proprio qui che devono orientarsi gli sforzi di chi può cambiare davvero le cose.

Federica Benedetti

Digital designer and brand curator con la passione per storia, funzionamento e riproduzione (a mano libera, su carta e in digitale) di tutto ciò che osservo. Prediligo il lavoro in team e sono sempre bendisposta al confronto di idee dal quale traggo ispirazione e insegnamento. Ho lavorato e lavoro da anni a contatto con il pubblico e mi auguro di poter continuare a comunicare agli altri le mie idee, non solo a parole ma con l’illustrazione, la fotomanipolazione, la post-produzione e tutte le tecniche rappresentative che approfondirò. Vorrei anche essere un ingegnere, ma questa è un'altra bio.

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