Salute

La sigaretta elettronica fa male?

Quanto realmente preserva la salute e perchè?

Svapare è ormai un’attività molto comune, chi la usa riesce a sostituire l’abitudine e il senso di rilassatezza fornito dal tabacco di sigaretta, ma in molti casi non riduce la quantità di Nicotina, vera responsabile della dipendenza dal fumo.

Il primo brevetto di sigaretta elettronica, risale al 1965 depositato da Herbert A. Gilbert, ma il primo prodotto in commercio compare in Cina nel 2003 ad opera di un farmacista cinese Hon Lik: commercializzata sempre in Cina da parte del gruppo Golden Dragon (Holdings), vengono brevettate come Ruyan, che vuol dire “quasi come il fumo”.

Che cosa contiene la sigaretta elettronica?

I componenti base vaporizzati nella sigaretta elettronica sono:

  • Glicolo propilenico, o E1520 un additivo alimentare e farmaceutico commestibile e iniettabile
  • Glicerolo, o E422, già presente naturalmente nel corpo umano
  • Aromi estratti da prodotti ed ingredienti naturali (caffè, vaniglia, frutti ecc..)
  • Nicotina in quantità proporzionali alla necessità del fumatore

La presenza, seppure minore, di Nicotina aiuta a combattere la mancanza delle sigarette, ma quanto in realtà migliora la salute di chi la usa?

La sigaretta elettronica fa male?

Non esistono ancora studi precisi sui danni alla salute, così come non esistono certezze riguardo i benefici che se ne possono trarre. Di certo sappiamo che nel processo di evaporazione non vi è emissione di residui di combustione, riscontrabili invece nei tabacchi tradizionali; ne consegue che i rischi di patologie oncologiche collegate siano ridottissimi. I dubbi maggiori nascono dalla presenza o meno di nicotina, dato che questa sostanza provoca una fortissima dipendenza psicologica. Chi acquista la sigaretta elettronica nella stragrande maggioranza dei casi lo fa per smettere di fumare, ma l’OMS ha dischiarato che al momento non esistono studi efficaci sull’argomento.

Altra preoccupazione destano le due sostanze alla base dei liquidi svapo, glicole propilenico e glicerina; la prima, se inalata in maniera prolungata provoca irritazione alle vie aeree, mentre la seconda, scaldandosi con la prima, produce formaldeide e acetaldeide, composti potenzialmente cancerogeni.

Se avete intenzione di fumarla in gravidanza toglietevi questa idea dalla testa, perché pur non fumando residui di combustione, l’inalazione di vapore potrebbe comportare danni al bambino; a detta di esperti paradossalmente è più sicuro assumere tabacco da masticare piuttosto che nicotina in fumo, perché questa sostanza attraversa velocemente la placenta e comporta problematiche al feto.

Perche la svapo gratta in gola?

Non è il processo di inalazione, bensì la sostanza; le mucose della gola sono molto sensibili alla nicotina, ma il fastidio potrebbe dipendere anche da intolleranze alle sostanze presenti nei liquidi, come per esempio il glicole propilenico. Altra causa comune potrebbe essere il cotone male imbevuto di liquido, che bruciando a secco provoca un fumo particolarmente pungente; altrimenti controllate la resistenza che se bruciata vi farà tossire subito. Se non fossero nemmeno queste le cause, potrebbe rendersi necessario un consulto medico, perché ricordate che i danni provocati dal fumo di sigarette non smettono quando sostituite il tabacco normale con la svapo.

Gli aspetti positivi

Per il prof. Riccardo Polosa, fondatore del centro per la prevenzione e cura del tabagismo, la sigaretta elettronica riduce del 95% i rischi per la salute; il problema rimane la mancanza di standard sperimentali di riferimento, e quindi una comprensione totale dei limiti di sicurezza nell’utilizzo dell’e-cigarette.

Di certo vi possiamo dire che se non avete mai iniziato a fumare non è il caso che lo facciate con la sigaretta elettronica; è risaputo che il miglior modo per smettere di fumare è dire basta una volta per tutte senza cercare sostitutivi ed escamotage vari, ma se proprio non ce la fate una buona alternativa può essere questa.

Federica Benedetti

Digital designer and brand curator con la passione per storia, funzionamento e riproduzione (a mano libera, su carta e in digitale) di tutto ciò che osservo. Prediligo il lavoro in team e sono sempre bendisposta al confronto di idee dal quale traggo ispirazione e insegnamento. Ho lavorato e lavoro da anni a contatto con il pubblico e mi auguro di poter continuare a comunicare agli altri le mie idee, non solo a parole ma con l’illustrazione, la fotomanipolazione, la post-produzione e tutte le tecniche rappresentative che approfondirò. Vorrei anche essere un ingegnere, ma questa è un'altra bio.

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