Salute

L’ipotiroidismo: cos’è, le cause, i sintomi e rimedi

Quando la tiroide funziona poco come muoversi nel mondo dell'iportiroidismo

Non tutti sanno che la Tiroide è una piccola ghiandola importantissima per il nostro organismo. Situata alla base del collo sotto al Pomo di Adamo, la sua forma ricorda una farfalla. Pesa per lo più 25 grammi ed è grande dai 3 ai 5 centimetri di lunghezza. La tiroide ha la funzione di produrre gli ormoni che influenzano il metabolismo, la crescita delle ossa e lo sviluppo del sistema nervoso centrale.

Se la funzionalità della tiroide viene meno, si ha uno squilibrio fisico che provoca diversi sintomi; i più diffusi sono l’affaticamento, irritabilità, aumento o perdita di peso repentina.

Una delle “disfunzioni tiroidee” più diffuse è l’ipotiroidismo. In questo articolo scopriremo insieme di che cosa si tratta e come porvi rimedio.

Cos’è L’ipotiroidismo?

La patologia dell’ipotiroidismo è causata dall’insufficienza della tiroide di produrre ormoni adeguati al fabbisogno dell’organismo, causando un rallentamento dei processi metabolici e uno squilibrio generale.

Gli ormoni tiroidei T3 e T4 stimolano quasi tutti i tessuti a produrre proteine, regolano la frequenza cardiaca, la velocità nel bruciare le calorie, la produzione di calore, la fertilità e la digestione.

L’ipotiroidismo colpisce sia uomini che donne si riscontra, tuttavia, un’elevata incidenza nel gentil sesso soprattutto nella fascia d’età tra i 40 e 60 anni.

Nella fase iniziale della disfunzione non si hanno sintomi evidenti ma, se non diagnosticata e curata, può portare a seri problemi di saluti.

Quali sono le cause dell’ipotiroidismo?

La comunità scientifica ha evidenziato, tra le seguenti, le maggiori cause della disfunzione della tiroide:

  • Iodio: La tiroide ha bisogno di Iodio per produrre gli ormoni tiroidei, la sua carenza è una delle principali cause dell’Ipotiroidismo, soprattutto nei paesi del terzo mondo.
  • Tiroiditi: La tiroidite cronica autoimmune o di Hashimoto, è un infiammazione cronica della tiroide causata dallo stesso sistema immunitario. L’organismo, non riconosce la tiroide e la attacca con anticorpi che inibiscono la funzionalità e la produzione degli ormoni tiroidei. Questa malattia autoimmune è una delle cause più diffuse di Ipotiroidismo.
  • Asportazione della tiroide: Può essere necessaria per la presenza di noduli, tumori della tiroide o ipertiroidismo resistente alla terapia medica.
  • Terapia con Iodio radioattivo: Viene utilizzato per effettuare la scintigrafia tiroidea e per il trattamento dell’ipertiroidismo, gozzo o tumori della tiroide.
  • Farmaci: Ad esempio il litio presente in alcuni medicinali per il trattamento psichiatrico, l’amiodarone utilizzato per le artimie cardiache e interferone.

Altri fattori che possono causare l’ipotiroidismo sono congeniti, presenti fin dalla nascita come la mancanza della tiroide o il suo sottosviluppo (1 neonato su 3.000/4.000). Un’altra causa congenita è la disfunzione dell’ipofisi che non produce l’ormone TSH, necessario alla stimolazione della tiroide.

I sintomi dell’ipotiroidismo

I sintomi legati a questa disfunzione della tiroide possono variare da individuo ad individuo, a seconda dell’età e dell’entità della condizione. Fra i più riscontrati tra i pazienti troviamo:

  • Stanchezza e sonno eccessivo
  • Eccessiva sensibilità al freddo
  • Costipazione
  • Gonfiore al volto e alle palpebre
  • Voce rauca
  • Elevati livelli di colesterolo nel sangue
  • Depressione
  • Secchezza e fragilità dei capelli
  • Difficoltà di memoria
  • Ipotensione
  • Pelle ruvida, secca, desquamata e giallastra
  • Aumento del peso corporeo
  • Debolezza muscolare

Oltre alla sintomatologia elencata, nelle donne si può riscontrare l’amenorrea che è una diminuzione della regolarità del ciclo mestruale o assenza prolungata per mesi.

Come diagnosticare l’ipotiroidismo?

I sintomi dell’ipotiroidismo essendo così tanti e diversi tra i vari pazienti, sono difficili da ricondurre alla patologia. Il ruolo di uno specialista (Endocrinologo) è fondamentale: consultarlo permette di ottenere tempestivamente una diagnosi certa, ed eventualmente di iniziare per tempo la terapia più adatta.

Basterà una visita e saranno prescritte delle anali del sangue, che permetteranno di evidenziare l’ipotiroidismo anche nelle forme iniziali, con la misurazione degli ormoni TSH, FT3 e FT4.

In alcuni casi sarà necessario effettuare una ecografia tiroidea e il dosaggio degli anticorpi anti-tiroide, che permetteranno la diagnosi delle Tiroiditi autoimmuni.

La terapia farmacologica: come curare L’ipotiroidismo

L’ipotiroidismo è una patologia a vita, ciò vuol dire che la tiroide non potrà più tornare a funzionare regolarmente. Per questo motivo la terapia adottata è definita “sostitutiva” in quanto andrà colmare la quantità di ormoni che la tiroide non è più in grado di produrre autonomamente.

Il trattamento prevede nell’assunzione orale, a stomaco vuoto e mezz’ora prima della colazione, dell’ormone tiroideo levotiroxina (T4).  Sarà necessario ripetere, ad intervalli regolari, le analisi per verificare l’adeguatezza della terapia.

Si deve ricordare che: un paziente affetto da ipotiroidismo, ben controllato dalla terapia, è esattamente uguale ad una persona la cui tiroide funziona regolarmente.

Contrastare l’ipotiroidismo con l’esercizio fisico e una dieta ad hoc.

Uno dei principali problemi che provoca l’ipotiroidismo è l’aumento del peso corporeo. Una corretta attività fisica, a supporto della terapia farmacologica, permetterà di tenere sotto controllo i chili di troppo. Dalle semplici camminate a passo veloce, all’aerobia passando per la palestra (prediligendo i pesi e l’allenamento cardio) aiuteranno la tiroide a funzionare meglio.

Sul lato alimentare, invece, è necessario eliminare alcuni tipi di alimenti dalla propria dieta. Limitare i prodotti a base di soia, Brassicaceae, arachidi e pinoli, fragole e pesche, spinaci che interferiscono con il metabolismo dello iodio.

Bisognerà prediligere elementi che aiutino la produzione di Iodio, selenio e dello zinco oltre alle immancabili vitamine A,E, B e C.

Lo iodio può essere assunto mediante il consumo di alghe, gamberetti, salmone, sardine, ostriche e uova. Il selenio tramite noci del Brasile e nei frutti di mare. Infine lo zinco è presente in ostriche, fagioli, semi di zucca, semi di girasole, zenzero, noci, mandorle.

Francesca Curti

Graphic Designer e appassionata di comunicazione, ha raffinato i suoi studi in Web Marketing e Social-media marketing. Sempre curiosa e con voglia di conoscere cose nuove, si dedica alla creazione di contenuti per siti web.

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