Dieta

Tutto sulla dieta dissociata

Ecco le regole sulle quali è basata la dieta dissociata

Cos’è la dieta dissociata

La dieta dissociata è un modello alimentare ideato dal dr. William Howard Hay nel 1911. Dopo sedici anni di carriera il dottore si ammalò gravemente e gli fu diagnosticata la malattia di Bright, che causa la degenerazione del fegato. Successivamente, Hay decise di prendersi più cura di ciò che mangiava e dopo tre mesi, le sue condizioni migliorano, con grande stupore dei suoi colleghi.

In seguito, dopo molti esperimenti, Hay sviluppò la sua dieta, basata sul principio che si possono costruire nel corpo accumuli sbilanciati di prodotti digestivi e metabolici, difficili da eliminare, che possono causare problemi di salute. Hay sostenne che ciò era dovuto a quattro fattori:

  1. consumo eccessivo di Carboidrati raffinati ( alimenti ricchi di amido);
  2. consumo eccessivo di carne
  3. eccesso di cibo
  4. nessuna conoscenza di prodotti chimici digestivi.

Come funziona la dieta dissociata: le regole base

La dieta dissociata si basa sulle seguenti regole:

  • Non mangiare carboidrati con proteine o frutta acida nello stesso pasto.
  • Mangiare proteine, amido e grassi in quantità limitata.
  • Mangiare cibi integrali ed evitare cibi raffinati e trasformati, come quelli a base di farina bianca, zucchero e margarina.
  • Distanziare di quattro ore ogni pasto

La dieta dissociata analizza i diversi meccanismi che utilizziamo per digerire i cibi.

Le proteine devono essere digerite in un ambiente acido: quando le proteine vengono ingerite, lo stomaco produce acido cloridico che attiva l’enzima pepsina che le divide e le digerisce. Questo processo avviene in un ambiente acido che è leggermente neutralizzato dalla presenza di amidi e zuccheri che provengono da sostanze alcaline.

I carboidrati devono essere digeriti in un ambiente alcalino. Questo processo comincia nella bocca con l’enzima ptalina che comincia a dividere l’amido prima di raggiungere l’intestino, doc’è suddiviso nuovamente e ha inizio la digestione.

Se si mangia una grande quantità di carboidrati e proteine, mescolati nello stesso piatto, si crea un ambiente che è troppo acido per ridurre l’amido e troppo alcalino per digerire bene la proteina. Molte dite dimagranti si basano su questa teoria anche se  spesso si definiscono “nuove”.

La dieta dissociata funziona?

La base scientifica della dieta dissociata è controversa e non sono pochi, in giro per il mondo, gli accademici che hanno preso posizione contro di essa. Ne è un esempio il parere del prof Sheldon Margen dell’Università della California, secondo cui non c’è alcuna prova scientifica che sostiene la teoria di Hay, e in realtà, ” quasi tutti gli alimenti sono essi stessi delle combinazioni”. I fagioli, contengono carboidrati proteine e fibre e il nostro sistema digestivo è perfettamente in grado di gestire le combinazioni nutritive: il processo comincia in bocca, dove la masticazione e la saliva avviene la digestione. Per poi entrare in gioco altri enzimi.

Per alcuni studi perdere peso non ha nulla a che vedere con quali alimenti mangiare, con il momento in cui lo si fa e con il tipo di sostanze nutritive dei pasti. Significativo per dimagrire è, invece un basso apporto calorico.

I ricercatori hanno anche osservato che i partecipanti di entrambi i gruppi hanno mostrato lo stesso livello di colesterolo, trigliceridi e insulina, dimostrando che i benefici associati alla perdita di peso sono gli stessi per tutte le diete.

 

Federica Giuliano

Laureata in Scienze della Moda e del Costume alla Sapienza ed esperta nel settore fashion. Ha perfezionato i suoi studi in Web Marketing e Social-media marketing. Oggi Editor presso vari portali online

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