Il marketing degli alimenti vuole farci necessariamente ingrassare? Revisione e soluzioni - parte 3

Scritto da Vincenzo Tortora Lunedì, 28 Luglio 2014. Postato in Scienza & Ricerca

Comprendere il “food marketing” per una maggiore consapevolezza alimentare

Il marketing degli alimenti vuole farci necessariamente ingrassare? Revisione e soluzioni - parte 3

Nella prima e seconda parte della serie, che rappresenta una revisione con relativi (pochi e brevi) commenti dell’articolo “Does food marketing need to make us fat? A review and solutions”, è stato discusso di come i prezzi, la qualità e le porzioni degli alimenti vengono modificati dai food marketers per indurci a comprare di più. In questa terza ed ultima parte verrà affrontato il discorso “ambiente”, inteso come modifica delle circostanze psicosociali ed economiche, che influiscono sul nostro modo di comprare e consumare determinati alimenti.

Ambiente: come il marketing cambia l’ambiente per stimolare l’introito alimentare

“Come il cibo non è solo nutrimento, così mangiare non è solo alimentarsi”. Questo è l’incipit del paragrafo, come presentato dagli Autori Chandon e Wansink.

Contare le calorie... fa igrassare!

Scritto da Vincenzo Tortora Venerdì, 25 Luglio 2014. Postato in Dimagrimento

Il calcolo calorico non solo è fuorviante, ma peggiorativo

Contare le calorie... fa igrassare!

Si, ho scritto bene e no, non sono impazzito: contare le calorie… fa ingrassare! Un po’ come l’articolo “L’attività fisica fa ingrassare”, bisogna analizzare il contesto entro cui certe cose vengono dette. Quindi, armatevi di pazienza e buona volontà prima di additarmi come pazzo schizoide che dice cose senza senso.

Perché questo articolo?

La faccio breve: come scritto tempo fa in “Siamo uomini o maccheroni?” , c’è qualcosa nella Dietetica che deve cambiare; a parer mio sarebbe necessaria una completa destrutturazione di tutto quanto crediamo di conoscere, ma mi accontenterei di pochi semplici passi. Il primo tra questi è il concetto delle “calorie”. Questo articolo, scritto in una serata d’estate poco prima di cena, vuole mettere in discussione alcuni concetti che dovrebbero essere basilari ma che invece non lo sono affatto.

Il marketing degli alimenti vuole farci necessariamente ingrassare? Revisione e soluzioni - parte 2

Scritto da Vincenzo Tortora Lunedì, 21 Luglio 2014. Postato in Scienza & Ricerca

Comprendere il “food marketing” per una maggiore consapevolezza alimentare

Il marketing degli alimenti vuole farci necessariamente ingrassare? Revisione e soluzioni - parte 2

Nella parte 1 dell’articolo revisionato e commentato da “Does food marketing need to make us fat? A review and solutions.”, è stato discusso dell’influenza delle variazioni dei prezzi degli alimenti, a breve e lungo termine, sulla spinta al consumo. In questa seconda parte, ricalcando le orme di Chandon e Wansink, verranno presentate le variazioni al prodotto stesso (confezionamento e porzionamento) in relazione alla loro influenza sull’introito alimentare.

Prodotto: come il marketing stimola l’introito cambiando l’alimento stesso

Generalmente il marketing è sempre associato con comunicazione e pubblicità, in realtà anche la produzione di un prodotto risponde a precise esigenze di marketing (a tal proposito, consiglio personalmente la lettura del libro Salt, Sugar, Fats). Le caratteristiche su cui viene giocata questa carta sono la qualità nonché quantità alimentare.

Scala dello sforzo percepito (RPE) e percentuali di carico nell’allenamento con i pesi

Scritto da Marco Testa Lunedì, 14 Luglio 2014. Postato in Allenamento

Un metodo migliore per modulare l’intensità allenante

Scala dello sforzo percepito (RPE) e percentuali di carico nell’allenamento con i pesi

Basarsi sulle percentuali rispetto all'1RM (che sta per Ripetizione Massimale, il massimo peso che riusciamo a sollevare in una singola ripetizione) per impostare l'intensità degli allenamenti è un ottimo metodo, utilizzato da grandi preparatori di tutto il mondo (per capire ciò che si intende per intensità vi invito a leggere l'articolo “Chiarimenti e incomprensioni sull’intensità nell’esercizio con i pesi” scritto dal nostro Lorenzo Pansini per Project Invictus). Consente di settare il carico in maniera oggettiva. Il metodo, benché come detto sia buono, presenta però qualche limite.

Ipotizziamo di avere un massimale di Bench Press di 100 Kg, testato in un giorno nel quale eravamo al massimo della nostra forza, e di dover utilizzare, in un determinato allenamento, l'80% dell'1RM, che corrisponde dunque a 80 Kg.

Il marketing degli alimenti vuole farci necessariamente ingrassare? Revisione e soluzioni - parte 1

Scritto da Vincenzo Tortora Giovedì, 10 Luglio 2014. Postato in Scienza & Ricerca

Comprendere il “food marketing” per una maggiore consapevolezza alimentare

Il marketing degli alimenti vuole farci necessariamente ingrassare? Revisione e soluzioni - parte 1

Con la passione per lo studio del processi neurobiologici che sottendono al controllo alimentare, nonché di come il marketing faccia incredibilmente perno su un mare di “bias cognitivi” per reggersi in piedi, era inevitabile che il mio interesse sfociasse nella stesura di un articolo che unisse entrambe le cose in un argomento (nonché nell’argomento stesso!): il food marketing.

Questo articolo è una revisione con relativi commenti dell’articolo di Chandon e Wansink (1) pubblicato su Nutrition Reviews nell’Ottobre del 2012. Come per la maggior parte degli articoli della sezione “Scienza & Ricerca” mi atterrò al testo dell’articolo in questione, aggiungendo qualche commento per migliorarne la comprensione o fare qualche piccola considerazione, senza però stravolgerne il significato. Cerchiamo dunque di capire di cosa tratta, nello specifico, questa pubblicazione, il cui titolo tradotto costituisce il titolo del presente articolo.

Digiuno intermittente 2.0: la soluzione pratica per il dimagrimento e la salute - parte 3

Scritto da Vincenzo Tortora Mercoledì, 09 Luglio 2014. Postato in Alimentazione & Nutrizione

Alimentazione glucidica temporizzata (timed restricted cho-feeding)

Digiuno intermittente 2.0: la soluzione pratica per il dimagrimento e la salute - parte 3

Raggomitolare tutto

Nelle parti 1 e 2 abbiamo messo tanta carne al fuoco, o melanzane sulle griglia, se siete vegani; ora, dobbiamo riempire i piatti con le nostre pietanze prima di continuare, altrimenti rischiamo di perderci e non trarre nulla di buono dall’intero articolo. Abbiamo parlato di flessibilità metabolica in relazione ai nutrienti del pasto con cui si inizia la giornata; successivamente, abbiamo introdotto il concetto di “restricted timed feeding” e, pocanzi, paragonato il digiuno reale al digiuno metabolico, asserendo che un pasto lipidico è abbastanza “inerte” dal punto di vista del metabolismo. Di tutto questo, tranne l’ultimo punto relativo al “digiuno iperlipidico”, abbiamo parlato in riferimento alla sperimentazione animale, che ci ha fornito preziosi e utili dati. Possiamo riassumere questi dati per creare un protocollo alimentare utile a curare da obesità e sindrome metabolica piccoli roditori da laboratorio:

  • Primo pasto della giornata iperlipidico/ipoglucidico o ritardato (il che equivale a non fare alcun pasto all’inizio della fase attiva: “breakfast skipping”)
  • Finestra temporale di alimentazione ristretta, indipendentemente dalla qualità alimentare

I grassi bruciano al fuoco dei carboidrati... giusto? - parte 2

Scritto da Lorenzo Pansini Lunedì, 07 Luglio 2014. Postato in Scienza & Ricerca

Scarsità di carboidrati non significa scarsità di glucosio

I grassi bruciano al fuoco dei carboidrati... giusto? - parte 2

Nella parte 1 è stato dimostrato come l’espressione “i grassi bruciano al fuoco dei carboidrati” sia basata su vecchie teorie biochimiche che non rispecchiano la realtà dei fatti, e sarebbe più corretto direi “i grassi bruciano al fuoco dell’ossalacetato”. In questa seconda parte il discorso prende in esame i fenomeni che avvengono quando c’è scarsità di carboidrati alimentari, in merito all’ossidazione lipidica.

Scarsità di carboidrati alimentari o scarsità di glucosio?

È stato visto che in carenza di carboidrati alimentari, gli intermedi metabolici richiesti per i processi β-ossidativi riescono ad essere forniti da precursori non glucidici. Si potrebbe credere che l'importante riduzione dell'assunzione di carboidrati si traduca in un insufficiente apporto di glucosio. In realtà, nei casi si presenti una scarsità di carboidrati per un tempo prolungato (come nella dieta chetogenica), il glucosio non viene mai a mancare. Infatti, nel soggetto sano, durante la dieta chetogenica i livelli glicemici vengono mantenuti in un range di normalità (26, 27).

I grassi bruciano al fuoco dei carboidrati... giusto? - parte 1

Scritto da Lorenzo Pansini Giovedì, 03 Luglio 2014. Postato in Scienza & Ricerca

Fatti e fallacie di biochimica di base

I grassi bruciano al fuoco dei carboidrati... giusto? - parte 1

Nella teoria biochimica di base insegnata all'Università esiste da sempre un famoso detto che recita: “i grassi bruciano al fuoco dei carboidrati” (“fat burn in a carbohydrate flame”). Questa citazione, riportata spesso da testi e documenti di carattere scientifico (1, 2, 3), e di riflesso anche da molti siti web, è stata coniata dal biochimico tedesco Georg Rosenfeld nel lontano 1895 (4). Essa spiega un principio fondamentale del metabolismo energetico, ovvero che i sottoprodotti del metabolismo dei carboidrati sarebbero necessari per il completo catabolismo e impiego dei lipidi. In altre parole questo concetto spiegherebbe, secondo una certa interpretazione, la presunta necessità di assumere carboidrati alimentari al fine di riuscire a “bruciare” (sarebbe più corretto dire “ossidare”) i grassi (1, 2, 3).

Tale nozione sembrerebbe risultare spesso il punto di forza tra i detrattori degli approcci dietetici low carb (ipoglucidici), soprattutto chetogenici. Secondo questo ragionamento spiccio, visto che la completa ossidazione dei grassi avverrebbe grazie ai sottoprodotti metabolici dell'impiego energetico dei carboidrati, eliminando generalmente i carboidrati dalla dieta si lascerebbe intendere, almeno implicitamente, una “falla nel sistema” che avrebbe l'effetto di compromettere l'efficienza metabolica nell'ossidazione di grassi. Questo ipoteticamente si rifletterebbe addirittura su un blocco dell'impiego energetico dei grassi e quindi su un mancato o uno scarso dimagrimento.

Leangains: l’Intermittent Fasting secondo Martin Berkhan

Scritto da Vincenzo Tortora Martedì, 01 Luglio 2014. Postato in Alimentazione & Nutrizione

"Intervista" al creatore dell’approccio Leangains

Leangains: l’Intermittent Fasting secondo Martin Berkhan

Questo articolo è tratto dalla “sbobinatura” e relativa traduzione di un video molto simpatico, che potete trovare a questo link: Martin Berkhan schools bro on Intermittent Fasting. I due personaggi del video, Martin Berkhan e un suo compagno di scuola, probabilmente un giocatore di football, parlano della Leangains. Il giocatore fa delle domande che rispecchiano i dubbi di tutti coloro che si avvicinano per la prima volta al Digiuno Intermittente, molti dei quali sono stati sciolti nell’articolo Digiuno intermittente 2.0 – parte 1 e parte 2.

Senza fare altri ghirigori, riporto il discorso integralmente senza alcuna aggiunta o modifica (se non piccole “licenze di traduzione”): consiglio comunque, agli anglofoni, di guardare il video, se non altro per le faccette simpatiche dei personaggi e le vocine che li doppiano. Inoltre, consiglio, per gli interessati all’approccio qui presentato, la lettura del blog Leangains, o almeno degli articoli principali (come la “guida” alla Leangains).

Allenamento consapevole per la prevenzione degli infortuni

Scritto da Marco Testa Mercoledì, 25 Giugno 2014. Postato in Allenamento

Alcuni tips pratici per ridurre il rischio di infortunio

Allenamento consapevole per la prevenzione degli infortuni

La filosofia di Vivereinforma è arrivare al perfetto connubio tra nutrizione, allenamento e psiche per ottenere la miglior performance sportiva ma anche il miglior stato di salute possibile. Proprio per questo vivere “in forma” significa anche evitare il più possibile gli infortuni. Se è vero che possono a volte capitare imprevisti che non sono controllabili e dunque non sono evitabili, possiamo in ogni caso fare in modo di limitare al massimo le probabilità di farci male. Di seguito saranno trattati alcuni punti fondamentali.

Riscaldamento

Molto spesso trascurato per pigrizia o mancanza di tempo, la fase di riscaldamento è essenziale in ogni seduta di allenamento, ed è utile sia per aiutarci a produrre la massima performance, sia per evitare infortuni.

Ciao Giovanni,

ti ringrazio per l'ottimo, anzi sublime ;) intervento. Tutte cose da considerare quando si guarda ad uno studio....

Vincenzo Tortora Vincenzo Tortora 28. Luglio, 2014 |

Articolo interessante, mi permetto però di aggiungere un particolare, credo, decisamente interessante. Quando si parla di correlazione,...

Giovanni Giovanni 28. Luglio, 2014 |

Sempre grazie per i tuoi preziosi chiarimenti!

Emanuele Emanuele 09. Luglio, 2014 |

Tutto perfetto; va bene anche l'orario d'allenamento.

La famosa "finestra anabolica" non è un oblò, ma un balcone a 4 ante che dura...

Vincenzo Tortora Vincenzo Tortora 09. Luglio, 2014 |

News

Seguici sulla nostra pagina Facebook per rimanere sempre aggiornato: Vivereinforma